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Sciamanesimo.

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Sciamanesimo

Lo sciamano, parola entrata nell’italiano dall’inglese shaman, (attraverso lingue slave e germaniche) dal tunguso saman, a sua volta dal pali samana, derivato dal sanscrito  sramana che significa monaco. E’ una figura di guaritore – saggio che ha la capacità di diagnosticare e curare malattie e tutti i possibili problemi della comunità e del singolo, dal come procurarsi il cibo a come sbarazzarsi dei nemici. Questo avviene grazie alla capacità dello sciamano di “viaggiare” in stato di trance nel mondo degli spiriti e di utilizzare i loro poteri. Questa principale caratteristica lo distingue da altre forme di guaritore. La figura dello sciamano nasce nelle società primitive, secondo le quali erano gli spiriti ultraterreni a determinare la sorte e gli avvenimenti terreni. Lo sciamano era un “ponte” tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Secondo la cultura sciamanica, per poter diventare uno sciamano si deve ricevere una “chiamata” da parte degli “spiriti” e a questa chiamata non si può rispondere negativamente, perchè il non accettare avrebbe conseguenze molto gravi, che potrebbero portarlo fino alla follia o alla morte. Generalmente  sciamano è di sesso maschile, ma esistono anche sciamani di sesso femminile, soprattutto nelle società agricole e contadine.Il loro ruolo però è più marginale, perchè secondo la tradizione sciamanica, il “viaggio” dello sciamano di sesso maschile sarebbe di ben più ampio respiro e la sua azione sarebbe molto più potente. Le sciamane sarebbero più specializzate nelle cure che prevedono l’uso dell’erboristeria. Entrambi suonavano i tamburi, intonavano canti rituali e compivano guarigioni. Lo sciamano possiede facoltà innate o trasmesse, a differenza dello stregone – medico, in trance è un ponte fra le energie spirituali e quelle terrene, un canale della volontà divina e delle forze della natura. Lo sciamanesimo è presente in quasi tutto il mondo.  

Giganti di monte Prama

I Giganti di monte Prama sono delle misteriose e affascinanti sculture nuragiche realizzate in pietra calcarea locale e la loro altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri. Il loro ritrovamento avvenne in modo casuale in un campo nel marzo del 1974 in località Mont’è Prama, a Cabras, nella Sardegna centro – occidentale. Insieme a statue di guerrieri, arcieri, pugili e modelli di nuraghe furono ritrovati anche diversi betili pertinenti a una o più tombe di giganti. Dalle valutazioni più recenti si stima che i frammenti appartengono a ben quarantaquattro statue. A secondo delle ipotesi, la datazione oscilla dall’ VIII secolo a. C. al IX o addirittura al X secolo a.C. ipotesi che potrebbe farne fra le più antiche statue del bacino del mediterraneo. Dopo un lungo restauro, coordinato dalla soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, in collaborazione con quella per le province di Cagliari e Oristano, lo scorso 22 marzo le statue e gli altri reperti, hanno “trovato casa” nei Musei archeologici di Cagliari e di Cabras. 

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Testa di pugilatore in corso di scavo . ( Foto concesse dal prof. Carlo Tronchetti )

 

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Torso e modello di nuraghe in corso di scavo.  (Foto concesse dal prof. Carlo Tronchetti )

 

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Statua di arciere. Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.  (Foto di Marco Piga)

 

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Modello di nuraghe. Museo archeologico Nazionale di Cagliari  (Foto di Marco Piga)

Divinità dell’antico Egitto (seconda parte)

HORO

Era ritenuto figlio di Iside e Osiride. Dio potente dell’antico Egitto veniva rappresentato con la testa di falco

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KHEPRI

Rappresentava il sole del mattino, è raffigurato come uno scarabeo che spinge il sole attraverso il cielo ogni giorno oppure mentre lo faceva rotolare attraverso l’oltretomba egizio, ogni notte.

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IMSET

Era uno dei quattro figli di Horo dalla testa umana. Veniva rappresentato sul vaso canopo contenente il fegato. Era posto sotto la protezione di Iside.

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ISIDE

Nelle rappresentazioni è spesso associata a Hathor e quindi caratterizzata con le corna bovine e il disco solare. Dea della maternità e della della fertilità sorella e consorte di Iside dal quale ebbe Horo.

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MAAT

Rappresentava l’ordine cosmico. Il capo è sormontato da una piuma di struzzo. La dea presenziava al giudizio dei morti, nel corso del quale il cuore del morto veniva posto su un piatto della bilancia, mentre sull’altro era posta la piuma di Maat.

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MIN

Protettore della fecondità, della fertilità e patrono delle carovane. Viene raffigurato come un uomo mummificato con la testa e la sua unica mano scoperte e con una corona adornata di due lunghe piume, mentre tiene in mano un flagello mentre l’altra mano è assente. Il fallo eretto è appunto simbolo della fertilità.

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MONTU

Dio della guerra, era rappresentato con testa di falco sormontata dal disco solare e da due piume. Il suo animale sacro ara un toro bianco con volto nero.

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NEFERTUM

Era il dio dei profumi. Secondo la leggenda era figlio del dio Ptah e della dea Sekhmet . E’ rappresentato con un fiore di loto sul capo o come uomo in piedi su un leone.

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NUT

E’ la dea del cielo e della nascita. La sua iconografia è quella di una donna che tocca l’orizzonte con i piedi, a est, e, con le mani, a ovest.

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OSIRIDE

Dio della morte, dell’oltretomba e dell’agricoltura. E’ l’unico dio che muore e rinasce come re dell’oltretomba e giudice del tribunale dei morti. E’ raffigurato come una mummia, con le braccia incrociate sul petto, lo scettro e il flagello fra le mani, e la testa ornata dalla corona. 

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RA

Dio del sole di Eliopoli. La sua iconografia è quella di un uomo con testa di falco e con il disco solare da cui fuoriesce il cobra.

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SEKMET

Fa parte della triade di Menfi assieme al marito Ptah e al figlio Nefertum. Viene rappresentata come una donna dalla testa leonina.Immagine

 

SETH

Divenne la divinità maligna per eccellenza, in quanto assassino di Osiride. Era rappresentato con la testa di un animale particolare, simile ad un asino, ma non del tutto identificato, sormontata dalla doppia corona.

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SOBEK

Dio dell’acqua e delle inondazioni del Nilo, vine raffigurato come un uomo con la testa di coccodrillo, spesso con l’ureo sul capo e l’ankh in una mano.

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THOTH

Dio della scrittura, era ritenuto simbolo di saggezza e patrono degli scribi.

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THOUERIS

Protettrice delle partorienti e del bambino e signora dell’acqua pura. E’ generalmente raffigurata con  testa di un ippopotamo, il dorso di coccodrillo e le zampe di un leone.

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UAGET

Dea serpente di Buto, era patrona della regalità e associata a Nekhbet nei titoli del faraone.

 

Divinità dell’antico Egitto ( prima parte)

ANUBI

Dio dei morti, responsabile della mummificazione e del trapasso dei defunti nell’aldilà. E’ raffigurato con testa di cane o sciacallo, animali selvatici comuni nelle distese desolate delle necropoli.

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API

Incarnazione del dio Ptah nella forma di un toro. L’animale sacro scelto a Menfi come oracolo doveva avere un triangolo bianco sulla fronte, una macchia dall’aspetto di un’aquila sul collo e un’altra simile a una falce lunare sul fianco. Fu ingegnere, fabbro, muratore e artista. Nell’iconografia è raffigurato come un uomo mummificato con barba, che tiene fra le mani uno scettro composito con l’ankh (simbolo della vita), l’uas come bastone del potere, e il djed(simbolo della stabilità). Spesso ha sul capo una calotta di pelle.

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APOPI

simbolo del caos, ma comunque necessario all’equilibrio dell’universo veniva rappresentato come un serpente malefico dell’oltretomba.

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ATON

Manifestazione fisica del dio Ra, venne raffigurato inizialmente come un uomo dalla testa di falco, poi fu assimilato al disco solare, geroglifico della luce solare promanata da Ra.

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ATUM

Demiurgo autocreatosi, sorto dal caos primordiale come collina primigenia, era considerato il responsabile dell’esistenza degli dei e dell’universo. E’ il principale dio di Eliopoli ed è raffigurato con una doppia corona sul capo.

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BASTET

Divinità femminile adorata a Bubastis e rappresentata con la testa di gatta. Rappresentazione dell’aspetto mansueto, dolce e amorevole della femminilità il cui altro lato, furioso, vendicativo e feroce è rappresentato dalla dea leonessa Sekhmet.

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BES

Divinità minore, che proteggeva le case e i loro abitanti attraverso il suo aspetto grottesco e repellente, mentre diffondeva felicità con le sue danze gioiose. La sua rappresentazione è quella di un pigmeo, con volto largo e piatto e barba folta. Aveva inoltre orecchie e coda di leone , resti della pelle di leone da cui originariamente era coperto.

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GEB

Generato dalla prima coppia divina, Shu e Tefnut, era il dio della terra e a lui si attribuivano i prodotti del suolo e la presenza fertilizzante dell’acqua. Nella sua immagine di uomo sdraiato sotto il cielo, compaiono infatti piante cresciute sul suo dorso.

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HATHOR

Dea celeste, considerata madre del sole è raffigurata con corna bovine e disco solare. Era anche ritenuta patrona di danza, musica, amore e venerata come protettrice delle partorienti.

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I Nuraghi

Il nuraghe è una costruzione megalitica di forma tronco conica presente su tutto il territorio della Sardegna. Unici e rappresentativi della civiltà nuragica sono considerati come distintivi della Sardegna. Ne rimangono in piedi circa settemila e si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore. La maggior parte degli studiosi ritiene che furono costruiti nel II millennio a.C., a partire dal 1800 a.C., fino al 1100 a.C., la loro funzione rimane ancora incerta. Alcuni sono più complessi, veri e propri castelli nuragici con il mastio che in certi casi raggiunge un’altezza tra i venticinque e i trenta metri, ma la maggior parte sono torri ristrette verso l’alto, un tempo alte dai dieci ai venti metri, con diametro di base dagli otto ai dieci metri. Esistono varie tipologie di nuraghe, le più importanti possono essere considerate queste : nuraghi a corridoio o protonuraghe, nuraghi monotorre a “tholos”, nuraghi polilobati , nuraghi di tipo misto, nuraghi a tancato. In base ad una classificazione dello studioso Giovanni Lilliu l’edificazione dei nuraghi e lo svilupparsi della civiltà nuragica ha seguito diverse fasi collocabili entro l’età del bronzo e l’età del ferro.

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Antico Egitto

L’ Egitto ha visto sorgere una delle  civiltà più antiche, che ha dato vita ad alcuni dei  monumenti  più straordinari nell’intera storia dell’umanità, fra cui spiccano le piramidi. La maestosità delle costruzioni è l’omaggio alla natura divina del faraone, considerato l’incarnazione terrena di Horo, il dio solare a testa di falco, simbolo della sovranità sull’Egitto. Agli occhi dei viaggiatori, Le piramidi, le tombe e i templi, nelle loro colossali dimensioni, trasmettono un’immagine solida e immutabile del regno egiziano. La varietà di riti religiosi nei vari complessi templari,danno una fiducia incrollabile sull’esistenza della vita dopo la morte.  

                                                                 


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